CISCO MAGAZINE ( APRILE 2008 PAGINA 53 )
TESTIMONIANZA DI UN MEDICO CARDIOLOGO
CORRIERE LAZIALE 13/04/2008
CORRIERE DELLO SPORT 13/04/2008
DAE
Arresto cardiocircolatorio al convegno "conoscere e curare il cuore", sabato 8
marzo, a Firenze, 2500 cardiologi
Il palazzo NON ha DAE (Defibrillatori semiautoamtici esterni); per fortuna un
cardiologo di Aosta ( Dott Giuseppe Cincamenrla, membro del Comitato Scientifico
di Conacuore) e' riuscito affannosamnete e casualmente a trovare un
defibrillatore vero e... carico in uno degli stand, se ne è impadronito e lo ha
usato efficacemente.
La prima equipe d'ambulanza con DAE è entrata in aula diversi minuti dopo.
Commento del Dott Antonio Destro, cardiologo e Predidente di IRC-Comunità: " un
Centro Congressi o una struttura sportiva complessa, un ipermercato, un teatro
dovrebbero essere considerati insicuri se non ci sono teche con DAE facilmente
reperibili e ben segnalate. Ci auguriamo che anche l'Italia voglia mettersi al
passo: la pressione dei collefghi cardiologi presenti in aula si faccia sentire
non solo sui legislatori, ma anche sui Medici del Lavoro e sui responsabili e
referenti della sicurezza interna".
SPORT LOCALE 19/02/2008
IL ROMANISTA 05/02/2008
IL CORRIERE LAZIALE 05/02/2008
IL ROMANISTA 04/02/2008
GAZZETTA DELLO SPORT 03/02/2008
GAZZETTA DELLO SPORT 04/01/2008
EDITORIALE | 21/12/2007) - DANILO LEO
«Il nostro impegno accanto alla fondazione Giorgio Castelli, oggi lo interpreto
un po’ come un segno del destino». Questo l’incipit dell’intervento di Vito
Scala al convegno "Prevenzione e promozione della salute nello sport" che si è
svolta ieri nella sala della Protomoteca in Campidoglio. E poi ha continuato:
«Vorrei raccontarvi una storia. Quando il sindaco di Roma ci ha chiamato ad
attivarci per la Fondazione, ci siamo riuniti con gli amici perché la voglia di
collaborare ci è nata spontanea. E così, con Mario Brozzi ed altri, abbiamo
pensato subito a quale contributo dare. Fino alla elaborazione di un nuovo
protocollo per l’effettuazione delle visite mediche di idoneità dei ragazzi.
Modalità che prevedono esami più particolareggiati rispetto a quanto avviene
ora. Ed il primo ragazzo sottoposto a questo tipo di visita è stato un
giovanottino di 13 anni, che fino a quel momento era sempre stato ritenuto in
salute e senza nessuna controindicazione alla pratica sportiva. Ed invece,
quegli esami più accurati hanno portato subito alla luce una disfunzione
cardiaca importante. Pensare che aveva in programma di fare anche immersioni
alla Maldive e solo un banale ritardo glielo aveva impedito, evitando così
possibili conseguenze anche gravi. Quel ragazzo è stato curato, è stato operato
dal professor Di Donato al Bambino Gesù ed è guarito. Quel ragazzo si chiama
Mattia ed è mio figlio».
IL ROMANISTA 21 / 12 / 2007
IL TEMPO 21 / 12 / 2007
GAZZETTA DELLO SPORT 21 / 12/ 2007
CORRIERE LAZIALE 21 / 12 / 2007
RADIO VATICANA 20 / 12 /2007
IL ROMANISTA 20 / 12 / 2007
CORRIERE DELLO SPORT 20 / 12 / 2007
CONVEGNO "PREVENZIONE E PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLO
SPORT"
giovedì 20 dicembre 2007
Si è parlato di defibrillatori, ma non solo, nella mattina di
giovedì 20 dicembre in Campidoglio in occasione del convegno sul tema
“Prevenzione e promozione della salute nello sport” organizzato dalla Fondazione
Giorgio Castelli Onlus. All’iniziativa, che ha ricevuto l’omaggio del sindaco di
Roma Walter Veltroni, hanno preso parte tra gli altri, il presidente di
Agensport Anna Paola Concia, il medico sociale della Roma Mario Brozzi, il
medico sociale della Fiorentina Prof. G. Galanti, il maestro dello sport Sandro
Donati, il presidente della Commissione antidoping della FIGC Pino Capua, il
responsabile Sport e Spettacolo dell’UDC Luciano Ciocchetti e il preparatore
atletico personale di Francesco Totti, Vito Scala.“Vincenzo Castelli è riuscito
a trasformare il dolore in una dimensione attiva e che, nel caso specifico, può
salvare migliaia di vite. Grazie alla sua Fondazione in memoria di Giorgio, si
potranno diffondere, inoltre, non solo tanti defibrillatori, ma anche una
genuina cultura sportiva” queste le prime parole del sindaco Veltroni che ha poi
ricevuto dal Dott. Castelli 2 defibrillatori che verranno posizionati nel
presidio medico del Campidoglio e nel Palazzo Senatorio.
Nata nel marzo 2006 per ricordare un giovane calciatore romano rimasto
tragicamente vittima di arresto cardiaco nel corso di un allenamento, da quasi
due anni la Fondazione presieduta dal papà di Giorgio, il dottor Vincenzo
Castelli, si sta adoperando a vari livelli per sensibilizzare atleti e operatori
sportivi sull’importanza della prevenzione e di un corretto stile di vita.
“Grazie anche al sostegno della Regione Lazio – ha spiegato Castelli – siamo
riusciti a raggiungere 104 società sportive, donando a 62 di esse un
defibrillatore e addestrando alla rianimazione cardiocircolatoria di base e
all’utilizzo del defibrillatore circa 850 operatori “laici”. Il nostro lavoro,
tuttavia, è solo all’inizio: solo nella Provincia di Roma, infatti, ci sono
circa 900 società sportive. Bisogna aiutare tutti coloro che si occupano di
sport, soprattutto a livello giovanile, a comprendere che la tutela sanitaria
dell’atleta è una priorità assoluta, che viene prima di ogni risultato
agonistico”. Proprio nell’ottica di promuovere una maggiore attenzione agli
aspetti sanitari legati allo sport, in Campidoglio si è discusso in maniera
approfondita anche di altri temi delicati, dal doping e dall’abuso di sostanze
chimiche agli stili di vita e di alimentazione, fino al ruolo dei preparatori
atletici e dei medici sportivi, rappresentati rispettivamente da Vito Scala e
Mario Brozzi. Quest’ultimo ha illustrato gli sviluppi del progetto “Roma Lab”,
un accurato programma di monitoraggio atletico e sanitario dei giocatori che,
riservato in un primo tempo ai calciatori della prima squadra, è stato in
seguito allargato anche alle giovanili della Roma. In collaborazione con la
Fondazione Castelli, inoltre, il progetto sarà esteso alle società calcistiche
affiliate alla Roma, che riceveranno un defibrillatore e avranno la possibilità
di far sostenere ai propri tesserati il cordo BLS-D per la rianimazione
cardio-circolatoria di base.Dell’importanza di una simile prevenzione ne è
testimone proprio Vito Scala che, dopo aver sottoposto in ottobre il proprio
figlio di 13 anni al controllo, ha poi scoperto che il ragazzo aveva un problema
cardiaco non presentava sintomi evidenti. Il primo dicembre è stato quindi
operato e, proprio oggi, è tornato a scuola tra i suoi compagni.Nella seconda
parte del convegno, sono stati trattati, in maniera più specifica le
problematiche di natura medica legate alla prevenzione delle malattia
cardiovascolari ed ai rischi del doping. A chiusura del convegno, la parola è
passata, infine, ai giornalisti Eugenio Capodacqua, Sergio Rizzo e Giuseppe
Russo che hanno posto l’accento sull’importanza di avere risposte certe sulle
morti sospette causate dal doping.
fonte : www.agensportlazio.it
fonte : www.romanews.eu
CORRIERE LAZIALE 04/12/2007
SALVACUORE MODELLO NELLA CULTURA DELL'EMERGENZA
di Stefano MAZZEI (Società nazionale di salvamento, sezione isola d'Elba)
Si è concluso da pochi giorni a Roma il terzo convegno nazionale di IRC
Comunità, dal titolo “Conoscere per salvare”. L'IRC (Italian Resuscitation
Council), gruppo italiano per la Rianimazione Cardiopolmonare, è una
associazione no-profit che coinvolge medici di diverse discipline e infermieri
professionali attivamente impegnati nel settore della rianimazione
cardiopolmonare, intra ed extra ospedaliera.
Da circa dieci anni Italian Resuscitation Council ha assunto il compito di
diffondere la cultura dell’emergenza fra gli operatori sanitari italiani,
mettendo a punto strutture formative basate su linee guida internazionali, con
l’obiettivo di rendere omogenee le conoscenze e le abilità relative agli
interventi di emergenza su tutto il territorio nazionale. Il grande interesse
ormai da tempo suscitato da queste tematiche fra le associazioni di volontariato
e nel contesto della società civile, ha posto L'IRC di fronte ad una nuova e
importante sfida: promuovere la cultura dell’emergenza sanitaria nella comunità,
affinché chiunque, di fronte ad eventi che a volte richiedono un primo
intervento rapido ed essenziale per salvare una vita, possa essere messo in
grado di rapportarsi con i servizi di emergenza e di compiere le prime,
indispensabili manovre di soccorso.
Questo in definitiva il tema principale del convegno ,al quale sono intervenuti
numerosi medici specializzati nella rianimazione, era la diffusione della
cultura del primo soccorso alla cittadinanza in particolare attraverso
l'utilizzo del defibrillatore. Il presidente di IRC Comunità il dottor Manrico
Gianolio, ha aperto i lavori illustrando gli ormai noti allarmanti dati sul
numero dei morti in Italia a causa dell'arresto cardiaco, circa 60mila ogni
anno, come se ogni anno scomparissero gli abitanti di un'intera città di media
dimensioni.
Durante la giornata si sono susseguiti molti interventi tecnici di grande
interesse, intervallati dalla premiazione di semplici cittadini che grazie a
quanto appreso durante un corso di primo soccorso, sono riusciti a rianimare e
riportare in vita una persona. Il convegno ha anche vissuto la struggente
testimonianza di una mamma di Livorno, la signora Stefanini, che ha visto
recentemente il giovane figlio Luca, morire di arresto cardiaco mentre si
allenava su un campo di calcetto. La stessa sorte, e lo stesso luogo, un campo
di calcio, è purtroppo toccata ad un altro giovanissimo, Giorgio Castelli,
non ancora 17enne, suo padre medico ha fondato un'associazione impegnata nella
diffusione della cultura del primo soccorso alla popolazione (www.gc6.org), ed
ha illustrato i casi ormai non più così rari, di morte per arresto cardiaco tra
gli sportivi anche di alto livello, mettendo in risalto l'assenza in molte di
queste dolorose vicende di un defibrillatore sui campi gioco. Sollevando poi, un
ulteriore paradosso che ha dell'incredibile: nella maggior parte delle facoltà
universitarie di medicina del nostro Paese, non vengono insegnate le manovre di
rianimazione cardiopolmonare (Bls).
In aiuto all'impegno profuso dall'IRC e da altre associazioni di Volontariato,
forse arriverà un disegno di legge presentato in aula dallo stesso onorevole Di
Virgilio che lo ha firmato. La proposta di Legge che è già stata approvata alla
Camera, adesso sta affrontando le fasi finali in Senato. Quando entrerà in
vigore, renderà obbligatorio alla stessa stregua di un estintore, la detenzione
del defibrillatore in moltissimi luoghi, dove è prevista una considerevole
presenza di persone: porti, aeroporti, stazioni, scuole, supermercati, cinema,
palestre, campi da gioco, farmacie ecc.
Anche le forze armate, sono state invitate ad illustrare la loro integrazione in
materia di defibrillazione precoce. Aeronautica, Esercito, Marina, Carabinieri,
hanno evidenziato il loro crescente interesse e impegno verso il soccorso con
l'utilizzo del defibrillatore, sia nella formazione del loro personale, che con
l'acquisizione delle apparecchiature salvavita. Tra questi il colonnello Sergio
Ventura, responsabile del dipartimento di Sanità del comando generale dell'arma
dei Carabinieri, che pur ricalcando gli stessi dati forniti dai colleghi, con
oltre mille carabinieri addestrati all'uso del defibrillatore, sul finire del
suo intervento, ha posto l'accento su due coinvolgimenti dell'arma
particolarmente significativi: la formazione degli equipaggi delle motovedette
di stanza a Rimini e quello delle pattuglie che operano all'isola d'Elba, che li
ha visti lavorare fianco a fianco con le altre forze dell'ordine operanti
sull'isola.
Il progetto Salvacuore organizzato dalla sezione elbana della Società Nazionale
di Salvamento, continua ad essere individuato come esempio da seguire: “Non mi
aspettavo sentire queste parole - dichiara Stefano Mazzei, direttore della
Salvamento - essere menzionati da un'istituzione così prestigiosa, quale l'arma
dei Carabinieri è sicuramente straordinario. Da quando abbiamo iniziato questo
percorso, abbiamo raccolto una seria infinita di elogi e consensi, a partire dai
semplici cittadini a comunità scientifiche internazionali, ricevendo il
patrocinio dalla Provincia di Livorno”.
Adesso la dirigenza IRC ci ha confermato, che entro due mesi potremo diventare
un loro centro accreditato per la formazione del primo soccorso ai laici. Questo
significa che con la collaborazione della scuola, potremo veramente realizzare
uno dei principali obiettivi del nostro progetto: l'addestramento alle tecniche
di primo soccorso di tutti gli studenti elbani delle classi 4° e 5° superiori.
Un percorso che non vedrà coinvolti solo i giovani studenti, ma che punterà ad
un effetto domino, impegnando un numero ben più ampio di persone: gli amici
degli stessi studenti, i propri insegnati e familiari. Un'iniziativa che sarà
possibile solo se saremo sostenuti concretamente, a partire dalla possibilità di
riavere a disposizione una sede idonea.
Sono ormai due anni, che nonostante le continue promesse del Comune di
Portoferraio, non abbiamo mai ricevuto una risposta concreta. Da parte nostra
abbiamo dimostrato il nostro impegno e in questa iniziativa ci abbiamo messo
veramente tutto il nostro cuore, adesso chiediamo pubblicamente attraverso le
pagine di questo giornale, se all'Elba esiste un sindaco o qualsiasi altra
persona, ente o azienda privata, che si dimostri altrettanto sensibile a questo
tema, non solo a parole ma con i fatti e ci aiuti a portare avanti il nostro
progetto, altrimenti destinato inesorabilmente a morire, come le tante vittime
colpite da arresto cardiaco, alcune delle quali però potrebbero anche
sopravvivere, se in quel tragico momento, qualcuno vicino a loro fosse in grado
di praticare delle semplici manovre di rianimazione”.
28/11/2007
CORRIERE DELLA SERA 19/11/2007
CORRIERE LAZIALE 13/11/2007
CORRIERE DELLA SERA 11/11/2007

PROPOSTA DI LEGGE DI VIRGILIO-CASTELLANI
DEFIBRILLATORI, LA PAROLA AL SENATO
CONACUORE esprime grande soddisfazione,
ma sottopone ai decisori alcune incongruenze da “emendare”.
La terza settimana di maggio è stata molto
difficile: lunedì sera a Roma è morto un ragazzo di 25 anni mentre giocava a
calcetto; due giorni dopo a scuola è toccato ad un giovane di 15 anni,
accasciatosi tra i banchi di scuola. Morte cardiaca improvvisa è il primo,
asettico responso: lo stesso fu per Giorgio, mio figlio, decedutoil 24 febbraio
del 2006 per una fibrillazione ventricolare. Per ricordarlo abbiamo quindi
datovita a una Fondazione che porta il suo nome. Proprio in questi giorni è in
discussione al Senato la proposta dilegge Di Virgilio, che intende modificare le
norme in materia di utilizzo dei defibrillatori in ambiente extraospedaliero: si
tratta di una legge fortemente sostenuta da CONACUORE e per il
miglioramentodella quale il presidente Spinella e il sottoscritto hanno avuto
ripetuti contatti con il relatore, onorevole Domenico Di Virgilio. In
particolare ci siamo battuti affinché i defibrillatori abbiano la collocazione
ragionevolmente più ampia possibile e perché la cosiddetta cultura
dell’emergenza coinvolga strati sempre più ampi della popolazione, a partire
dalle forze dell’ordine. Perché questo avvenga è necessario che la formazione
dei non sanitari sia facilmente attuabile e fruibile e non sia solo appannaggio
di società scientifiche, università, ASL e 118, ma possa essere anche erogata da
enti, quali Fondazioni e Associazioni onlus che, una volta accreditati, siano
facultate a svolgere tale attività. È questa la strada già percorsa da altri
Paesi che sono all’avanguardia sulle tematiche della rianimazione
cardio-respiratoria e defibrillazione precoci (BLS-D)! Ricordiamo che la
proposta di legge è stata approvata dalla Camera e prevede, in somma sintesi,
un’ampia estensione della rete dei defibrillatori e una più articolata
disciplina per regolamentare i corsi di formazione. Gli strumenti salvavita
diverranno obbligatori per i mezzi di soccorso delle forze dell’ordine, per i
poliambulatori del servizio sanitario nazionale,per i grandi scali e mezzi di
tra-sporto aerei, ferroviari e marittimi, per le strutture scolastiche e per le
farmacie. Il “patentino” rilasciato ai frequentanti avrà validità per 18 mesi (e
non più per 12) e, soprattutto, consentirà al titolare di prestare la propria
opera di soccorso su tutto il territorio nazionale (estensione della competenza,
prima valida soltanto in ambito provinciale). Inoltre sono previste agevolazioni
fiscali per chi acquista il defibrillatore (detraibilità fino a mille euro). Si
tratta senza dubbio di modifiche assai significative, capaci di migliorare il
soccorso in caso di arresto cardiaco: tuttavia CONACUORE esprime perplessità
riguardo ad alcuni punti ed ha chiesto un’audizione al presidente della
Commissione igiene e sanità del Senato, prof. Marino, prima che il provvedimento
passi all’esame. Non convince, in particolare, la previsione dell’obbligo
limitata solo ai mezzi sanitari della polizia ad esclusione di tutti gli altri
veicoli (ad esempio le “volanti”); così come quella che limita il collocamento
del defibrillatore a bordo delle ambulanze del 118, senza imporre analogo
obbligo ai mezzi di soccorso delle altre organizzazioni dell’emergenza. Noi
riteniamo che la diffusione della pratica della BLS-D, per essere ancora più
estesa, debba necessariamente partire dal basso,coinvolgendo in un moto virtuoso
i media che sino ad oggi hanno sempre e solo parlato strumentalmente di ritardi
nei soccorsi di una vittima di arresto cardiaco e ignorando che il 118, in casi
simili, non arriverà mai in tempo. Infatti, i tempi di intervento nel corso di
un evento così drammatico sono solo di 4-5 minuti; ne deriva che è lo stesso
testimone di un arresto cardiaco a dover intervenire, se adeguatamente
preparato,con poche, salvifiche manovre che, se necessario, comprendano l’uso
del defibrillatore. I corsi BLS-D per i laici servono a questo, ma anche a
creare la coscienza del soccorso: valore di crescita morale e civile del singolo
e della Società. Siamo convinti che l’impianto della nuova legge e le modifiche
richieste contribuiranno a farci percorrere più agevolmente questa strada.
Dott. Vincenzo Castelli
Presid. Fondaz. “Giorgio Castelli”, Roma
" LA FOCE DI SCANNO " MENSILE APRILE 2007
| SANITA': RIMINI, CORSO POCHE ORE PER IMPARARE A SALVARE VITE |
| (ANSA) - RIMINI, 6 MAR - Per imparare a salvare vite umane puo' bastare anche solo un pomeriggio. E' durato infatti poche ore il corso per l'uso del defibrillatore organizzato dall' Italian Resuscitation Council e dall'Ausl di Rimini, con il patrocinio di Comune, Provincia e Regione, che ha visto la partecipazione di 50 operatori, da oggi divenuti 'soccorritori del cuore'. La mattinata e' stata invece dedicata alle testimonianze di chi ha salvato e di chi e' stato salvato grazie all'uso del defibrillatore imparato in questi corsi. Marco Muccini, massaggiatore di 28 anni, ha ricordato a 200 studenti delle scuole superiori riminesi quando, nel febbraio 2005, soccorse Roberto Nardecchia, arbitro di pallacanestro colto da un arresto cardiorespiratorio: ''Dopo essermi reso conto della situazione, ho detto alle persone che lo stavano soccorrendo di spostarsi perche' sapevo come fare. Le regole per operare in occasioni come quelle sono poche e semplici, ma bisogna conoscerle''. Il dottor Vincenzo Castelli ha perso, meno di un anno fa, il figlio sedicenne per un attacco di cuore durante un allenamento di calcio e da allora ha creato una fondazione, dedicata al ragazzo, che sta promuovendo la cultura della sicurezza nello sport e l'addestramento all'uso del defibrillatore in tutto il Lazio. Il corso e' servito anche a 'festeggiare' i vent'anni del progetto 'Riminicuore' e un'occasione per ricordare il disegno di legge regionale, proposto dal consigliere riminese Roberto Piva, per un maggiore finanziamento per la formazione dei soccoritori. (ANSA). |
ANSA 06/03/2007
Tutti idonei a poter utilizzare il
defibrillatore semiautomatico BLSD, i dipendenti del Settore Giovanile e
Scolastico della FIGC che nella mattina del 1° marzo hanno partecipato al corso
per l’uso di questo particolare apparecchio salva vita. Al quarto piano della
sede della FIGC in via Allegri, il Dott. Vincenzo Castelli, presidente della
“Fondazione Giorgio Castelli O.N.L.U.S.” insieme al Dott. Francesco Cirella,
medico responsabile del servizio formazione dell’Ares 118 del Lazio, ha fornito
al presidente Luigi Agnolin, al segretario Barbara Benedetti e agli altri membri
degli uffici SGS, le nozioni teoriche corrette per effettuare un intervento di
rianimazione cardio-polmonare.Nella seconda parte dell’incontro, con l’ausilio
dei 3 istruttori BLSD Valerio Castelli, Daniele Fizzarotti e Roberto Cacioli si
è passati alla parte pratica con simulazioni di intervento su un soggetto privo
di una valida circolazione ematica.
A turno i dipendenti SGS-FIGC si sono avvicendati intorno ai manichini
effettuando tutte le procedure necessarie per la rianimazione fino all’utilizzo
del defibrillatore.Alla fine del corso è stato proprio il Presidente Agnolin ha
ricevere per primo l’attestato di Esecutore BLSD dopo un esame pratico superato
con successo.Ricordiamo a tutti che con un intervento repentino, si può evitare
fino al 40% delle morti improvvise e che, in ogni caso, la prima cosa da fare è
chiamare il 118. Giovedì 1° marzo tutto il personale del Settore Giovanile e
Scolastico parteciperà al corso per l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici
organizzati dalla Fondazione Giorgio Castelli in collaborazione con il 118 che
si svolgerà nella sede della FIGC in via Allegri.
Dopo l’incontro formativo svoltosi nel Centro Sportivo Giulio Onesti rivolto ai
18 tecnici della Scuola Calcio Federale, toccherà quindi ai dipendenti degli
uffici di Via Po 36 imparare l’uso dell’apparecchio di tipo Bsl-D – acronimo che
sta per rianimazione cardiocircolatoria a supporto vitale di base con
defibrillazione.
Questo importantissimo strumento riconosce il ritmo cardiaco defibrillabile e
successivamente ad una prima diagnosi invita l’operatore ad erogare lo shock
elettrico che azzera l’attivà cardiaca anomala.
Con un intervento repentino, si può quindi evitare fino al 40% delle morti
improvvise.
Il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC ha già impiegato 200 mila euro per
l’acquisto e la distribuzione di ottanta strumenti salva vita.
Roma 1/03/2007
www.settoregiovanile.figc.it
CORRIERE DELLO SPORT 01/03/2007
GAZZETTA DELLO SPORT 01/03/2007
LA REPUBBLICA - SUPPLEMENTO SALUTE
22/02/2007
LA GAZZETTA DELLO SPORT 06/01/2007
IL ROMANISTA 06/01/2007
IL ROMANISTA 29/12/2006
LA VOCE DI ROMA E PROVINCIA 18/12/2006
Lettera ai Babbi Natale che giocano in Serie A: regala un Defibrillatore!!!
Questo è il primo Natale senza quattro ragazzi che nel del corso del 2006 sono morti giocando a pallone.
www.goal.com 22/12/2006
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Calcio: un defibrillatore vale una vita L'iniziativa della Real Tor Sapienza per dotare le società minori di uno strumento per soccorrere gli atleti. La lettera ai calciatori: "Regala un defibrillatore ad ogni Società in cui hai tirato i primi calci" Roma, 12 dicembre 2006 - Per salvare
una vita umana a volte basta poco, anche un semplice defibrillatore. Quest'anno
i giovani calciatori del '92 della Pol. Real Tor Sapienza (società
dilettantistica di Roma) hanno deciso di regalarsi e di far regalare, con
l'avvento del Natale, proprio quello strumento che consente di evitare
tragedie sui campi da calcio di tutto l'universo dilettantistico. Lo slogan
dell'iniziativa - che sarà presentata presso lo Stadio Valente, Via F. De
Andreis, 29 - è : "Un defibrillatore per ogni Società dilettantistica e di
Settore Giovanile"; la brillante idea dei futuri Oddo e Totti, prevede la
spedizione di una letterina, che dal tradizionale destinatario, Babbo
Natale, è stata dirottata a tutti i giocatori di Serie A, con un invito
esplicito: "In occasione di queste festività natalizie regala un
defibrillatore ad ogni Società in cui hai tirato i primi calci al pallone,
dove sei cresciuto come calciatore, e soprattutto come uomo". |
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| Data notizia: 12-12-2006 | |

CALCIO A 5 ANTEPRIMA 22/12/2006

GOOL 18/12/2006

IL MESSAGGERO 11/12/2006


IL MESSAGGERO 01/12/2006
CLICCA SULLA MINIATURA PER INGRANDIRE

COMUNICATO STAMPA A.S. AXA CALCIO - FRANCESCO TOTTI
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LA VOCE DI ROMA E PROVINCIA 28/11/2006

CORRIERE LAZIALE 20/11/2006

CORRIERE DELLO SPORT STADIO - 20/11/2006
Il Comune di Roma e la Regione Lazio, in collaborazione con il settore
giovanile e scolastico della Figc, Corriere dello Sport, Fondazione Giorgio
Castelli e consorzio romano salute sport e cultura, hanno organizzato una
campagna di sensibilizzazione e prevenzione sui rischi di morte improvvisa nel
corso dell'attività sportiva.
Per ridurre i rischi nel corso dell'attività sportiva basta informare gli
atleti e gli addetti ai lavori sull'importanza dell'utilizzo dei
defibrillatori negli impianti sportivi e sul valore delle visite mediche
sportive a tutti i livelli.
Testimonial della campagna sono Francesco Totti e Massimo Oddo, capitani di
Roma e Lazio, che stanno sostenendo i progetti avviati da Comune e Regione e
che hanno presentato in Campidoglio l'iniziativa insieme con il sindaco Walter
Veltroni, l'assessore regionale alla Cultura Giulia Rodano,
l'assessore comunale alla Scuola Maria Coscia e il delegato del sindaco per lo
sport Gianni Rivera.
Oggi hanno ricevuto i primi 15 defibrillatori altrettante società sportive. Il
Comune ha reso obbligatorio il possesso e l'uso del defibrillatore in ogni
impianto sportivo comunale e avvierà con la Fondazione Castelli e il 118 corsi
di istruzione per l'utilizzo dei defibrillatori indirizzati al personale
docente e di servizio degli enti sporti comunali. In questa direzione è stata
avviata anche una campagna di informazione che vede coinvolte le scuole
romane: esperti parleranno ai giovani dell'importanza delle visite mediche
sportive.
COMUNICATO STAMPA COMUNE DI ROMA
SITO UFFICIALE
WWW.COMUNE.ROMA.IT





IL TEMPO 107/11/2006

CORRIERE DELLO SPORT STADIO 17/11/2006

REPUBBLICA 17/11/2006

CORRIERE DELLA SERA 17/11/2006

CORRIERE LAZIALE 17/11/2006
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Oddo e Totti, "sosteniamo la prevenzione" I capitani di Lazio e Roma insieme per sostenere il progetto della fondazione Giorgio Castelli. Un defribillatore per ogni associazione sportiva, massiccia campagna diretta alla riduzione dei rischi di morte improvvisa Roma, 16 novembre 2006 - Giorgio Castelli, giovane
calciatore dilettante, morì lo scorso febbraio su un campo di calcio per un
arresto cardiaco. Oggi una fondazione a suo nome promossa dal padre
Vincenzo, medico, ha come scopo la prevenzione e la riduzione dei rischi di
morte improvvisa. Si muove in tale senso anche il comune di Roma e la
regione Lazio, il Corriere dello Sport e la Figc. Un defribillatore per ogni
impianto sportivo, un defribillatore per ogni società. Questo l'obiettivo.
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| Data notizia: 16-11-2006 | |

LA REPUBBLICA - 08/10/2006

IL ROMANISTA - 08/10/2006

CORRIERE DELLO SPORT STADIO EDIZIONE ROMANA
SABATO 16/09/2006 PAGINA 1